La tattica del “Tiki-Taka” si è affermata come una delle principali scuole di pensiero nel mondo del calcio negli ultimi tre decenni. Questo approccio tattico, che inizialmente sembrava essere una moda effimera, si è dimostrato fin dall’inizio degli anni Duemila un fattore chiave per la successione dei club e delle Nazionali più competitive del mondo.
Origini e storia
L’espressione “Tiki-Taka” deriva dalla lingua spagnola, dove il termine “tiquitaca” significa “parlare senza senso”, TikiTaka ma in calcio si riferisce alla caratteristica di una palla posseduta a lungo dal team che la utilizza, spesso mantenendo la posizione. Questa tattica è nata negli anni Ottanta con l’avvento del Real Madrid guidato da Johan Cruyff e Michell Glorieux.
Tuttavia, il vero padrino della Tiki-Taka in senso moderno fu Vicente Miera, tecnico spagnolo degli anni ’50. Seconda la sua teoria “La Palla è l’arma” i difensori devono essere chiamati a contrastare gli attaccanti in fase di ripresa palla alta, al fine di ridurre le occasioni da fuori area per gli avversari.
Ma se non bastasse, il club spagnolo con cui si registra la prima vittoria della Tiki-Taka è proprio l’Huesca nel 1924 contro un Real Madrid che non ha alcun tecnico con esperienze estere in quel periodo. È però noto come uno dei maggiori studiosi del movimento tattico del calcio sia stato Rino Della Noce, il grande allenatore italiano degli anni ’80.
Come funziona la Tiki-Taka
La tattica del “Tiki-Taka” prevede una pressione continua sul pallone da parte dei giocatori della squadra in possesso. Questo significa che gli attaccanti sono costantemente impegnati a recuperare il controllo della palla, anche se questo può portare al controllo della stessa per molto tempo.
I difensori avversari devono quindi essere particolarmente vigilanti e pronti ad anticipare ogni mossa degli avversari. La tattica del “Tiki-Taka” richiede un grande livello di coordinamento tra i giocatori, poiché ognuno deve sapere cosa fare per sfruttare al meglio la pressione esercitata sulla palla.
Un aspetto fondamentale della Tiki-Taka è l’uso dei movimenti laterali e verticali, che consentono ai giocatori di muoversi liberamente sul terreno. In questo modo gli attaccanti possono creare spazi vuoti tra i difensori avversari, facendo in modo che la palla possa essere recuperata facilmente.
Tipi o varianti
Sebbene la Tiki-Taka sia una tattica ben specifica e ben riconoscibile nel mondo del calcio, negli anni è stato adottato con varie sfumature da diversi club. La versione più nota della tattica in questione si chiama Gegenpressing: questo approccio prevede l’immediata pressione sul pallone da parte di tutti i giocatori che non sono impegnati nella partita, al fine di costringere l’avversario a perdere il possesso del pallone.
In Italia la versione più conosciuta della Tiki-Taka è stata quella adottata dal Milan negli anni 90. La squadra allenata da Fabio Capello era famosa per le sue pressioni in campo e, grazie al “metodo” di capelli che aveva già provato su un team femminile (la Femminas nel 1970) la Tiki-Taka sembrava quasi una sorta di magia.
Legalità o contesto regionale
In generale non ci sono restrizioni legate all’utilizzo della Tiki-Taka in nessuna delle federazioni calcistiche maggiori. L’unica condizione richiesta è che il team la utilizzi nel modo più onesto possibile, ovvero senza tentare di ingannare gli arbitri con azioni finte e falsificandone le intenzioni.
Gioco gratuito, modalità demo o opzioni non monetarie
La Tiki-Taka è un concetto puramente tattico che si applica allo sport del calcio. Pertanto non ci sono versioni gratuite o di prova disponibili per l’utilizzo domestico.
Tuttavia esistono molte videoclip, documentari e articoli presenti su internet con il quale approfondire la conoscenza della tattica in questione e comprendere come si applica.
